1049, la nuova opera di Eugenio Pattacini & Alessandro Zelioli – Nelle librerie dal 22 Marzo

19 Marzo 2018

 

Proteo ha il piacere di segnalarvi il nuovo libro di Eugenio Pattacini & Alessandro Zelioli, 1049, disponibile in libreria dal 22 marzo.

La Mille Miglia, i suoi protagonisti e i suoi estimatori. La Storia, il Mito e la Fantasia.

Una complessa alchimia, azzardata e sfidante ma nel contempo piacevole ed appassionante.

Un romanzo noir ambientato a Reggio Emilia e Montecchio Emilia, a Firenze e a Napoli, imperniato sulle indagini dell’ispettore Barletta circa un duplice omicidio, sviluppa la trama – saldamente ancorata all’ambiente della corsa – da un inizio pacato verso un ritmo sempre più serrato e avvincente, ricco di intriganti interrogativi e brillanti colpi di scena.

Una sezione storica ripercorre la vita di Tazio Nuvolari svelando episodi e retroscena legati all’epopea del primo automobilismo, narrando i fatti, ma insieme indagando sulle sottostanti motivazioni e umane pulsioni, attraverso l’ipotetica voce o l’intimo pensiero di Nivola, della moglie Carolina, del principe Igor, di Enzo Ferrari e di molti altri ancora.

Sebbene le due parti del testo siano fruibili in maniera del tutto indipendente l’una dall’altra, sarà dalla fusione delle stesse che il lettore potrà cogliere profondi spunti di riflessione e godere appieno delle emozioni regalate da questa innovativa e originale forma di celebrazione della Freccia Rossa e del Mantovano Volante.
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Conosciamo meglio uno degli autori di quest’opera, ovvero il collega Pattacini in questa breve intervista:

Ciao Eugenio, descrivi chi sei.

Sono un 58enne montecchiese dipendente Credem sin da quando si chiamava Banca Agricola Commerciale di Reggio Emilia. Ho due figli, Simone e Marco. Il primo ha 30 anni, il secondo quasi di 19…come scrivo in calce al romanzo in totale fanno 49 e per arrivare al titolo “1049” il mille mancante non può che rappresentare la mia età che pian piano, ahimé e per fortuna, sta trasformandosi in “terza”.

Hai un luogo/stanza dove preferisci scrivere?

No, scrivo un po’ ovunque, dove capita. Mi è successo anche di fermarmi in macchina per annotarmi un’idea perché magari avevo visto o pensato a qualcosa di interessante. Per questo ho un po’ ovunque post-it ancora riferibili anche ai primi romanzi. Piuttosto sono i tempi ad essere più particolari. Di notte senz’altro. Tra un’occupazione e l’altra. Fingendo impegni inderogabili per poter restare solo con il mio portatile.

Hai rituali propiziatori?

Anche questo lo escludo. Tecniche sì, ma nulla di più. Di norma scrivo a ruota libera per poi correggere, tagliare e aggiungere…fino a “litigare” per ore con Simona Coppolino, anche lei Credem, che è la persona che da sempre cura l’editing, verifica la tenuta della trama, si spinge a correggermi anche in aspetti meno che marginali. In una parola, insostituibile!

Puoi descrivere il tuo metodo di lavoro?

Per questo richiamo la risposta precedente. Diviene poi particolare quando a scrivere si è in due, come in “1049”. In questo caso ho avuto la grossa fortuna di lavorare con Alessandro Zelioli, giornalista della Gazzetta di Reggio Emilia e voce del passaggio reggiano della Mille Miglia. In sintesi uno storico appassionato della Mille Miglia. Con un profilo così è stato molto facile ripartire i compiti. Poi ognuno di noi si è occupato di ciò che aveva scritto l’altro rendendo così più uniforme la narrazione.

Singolare invece era stata la collaborazione con Manuela Chiarottino, nota autrice torinese, con cui ho scritto “Melodie del Cuore”. Con lei non ci siamo neppure parlati telefonicamente sino a pubblicazione avvenuta.

Quali sono state le tue letture formative?

Ho letto realmente di tutto. Nella fase in cui ho iniziato a scrivere mi ero dedicato soprattutto a Giorgio Faletti, Patricia Cornwell, Alessandro D’Avenia, Donato Carrisi e altri ancora. Negli ultimi anni poi mi sto interessando sempre di più agli autori emergenti, alle cosiddette opere prime: lì l’energia che traspare tra le righe è incredibile.

Come e quando ti sei reso conto di essere uno scrittore?

Quando accadrà sarò ben lieto di dirtelo.

Io sono al sesto lavoro, settimo se vogliamo considerare “Avrei voluto”, una canzone che ho depositato in SIAE come paroliere unitamente al maestro di musica Eros Campanini. In realtà però, come sostenevo ai tempi del mio primo romanzo “In apparente normalità” il mio impegno maggiore è quello di evitare espressioni come “Spettabile ditta” o “Egregio Signore, Gentile Signora” cui per lavoro sono molto più avvezzo. Preferisco descrivermi come chi ama cimentarsi con un foglio bianco, scavarsi dentro e metterci la faccia.

Qual è il libro che hai scritto a cui ti senti più legato e perché?

Quando scrivi e non lo fai di professione, a ogni singolo lavoro dedichi un anno, magari due. Alla fine fare una scelta sarebbe un po’ come dire a quale dei tuoi figli vuoi più bene. Non posso che dire tutti, nessuno escluso, perché è realmente così.

Se vogliamo “In apparente normalità”, ora in seconda edizione, che è il mio romanzo di esordio, così come “1049”, per dimensione è quello che mi ha concesso di andare più in profondità nella descrizione delle vite dei protagonisti. Peraltro all’epoca della prima edizione salì sino al 31imo posto in classifica bestseller Amazon e questa è stata evidentemente una bella soddisfazione. Però poi anche Plein Air mi ha consentito di narrare la nostra collina e in particolare “Biblioteca Collinare” di Vedriano e anche questo per me è stato importante.

Che consiglio dai a un giovane scrittore?

Il più semplice e importante al tempo stesso è quello di “scrivere”. Consiglio di non temere di esporsi, di andare sempre a cercare nel profondo: lì si trova sempre qualcosa di singolare. Altro consiglio è quello di mettersi in discussione sino alla fine accettando di correggere anche ciò che prima sembrava perfetto. Mai e poi mai tenere il lavoro nel cassetto. Un noto autore diceva che un romanzo non potrà essere considerato tale finché non avrà i suoi lettori.

 

DATE DI PRESENTAZIONE

– Canali, festa di chiusura dell’anno motoristico sportivo 2017 e apertura 2018.
– Montecchio Emilia il 20/4 in sala della Rocca
– Museo Nuvolari a Mantova por il 5/5
– Museo Mille Miglia a Brescia (data da definire)

PER I SOCI PROTEO IL PREZZO DEL LIBRO E’ DI 18,00€

Per info sul libro e prenotazioni: contattare Eugenio Pattacini

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